Uno alla volta.
Sempre stato così.
Pitt Conrad — accessori fatti a mano in Italia
Non abbiamo una fabbrica. Abbiamo un banco, una macchina da cucire e vent'anni di mani sopra il Made in Italy.
Ogni cappello passa da lì. Il jeans viene tagliato, la visiera montata, la patch cucita a mano. Nessun passaggio è automatico, perché non abbiamo mai trovato il modo di automatizzarlo senza perdere quello che conta.
Questo ci rende lenti. Facciamo pochi pezzi. Alcuni modelli restano fuori stock per settimane e non è una tecnica di vendita: è quanto ci mette una persona a farli.
Quattro passaggi.
Nessuno saltabile.
La scelta
Denim pesante e cuoio pieno fiore. Scartiamo più materiale di quanto ne usiamo, perché una fibra sbagliata si vede dopo anni, non il primo giorno.
Il taglio
Ogni pannello è tagliato singolarmente. Il tessuto non cade mai due volte allo stesso modo, quindi due cappelli identici non esistono.
La patch
Cucita a mano, non incollata, non termosaldata. È il passaggio più lento ed e preciso da compiere. Non possiamo permettere che il cuore del cappellino sia storto.
Il controllo
Chi lo ha fatto è la stessa persona che decide se esce. Se una cucitura non tiene, il pezzo resta qui.
Cosa non troverai qui
- Materiali finti
- Produzione fuori dall'Italia
- Taglie infinite di magazzino
- Collezioni ogni stagione
- Patch stampate o incollate
- MADE IN CHINA
Non è una posizione morale. È che facendo così i conti non tornano e i cappelli neanche.
Invecchiano.
Non si rovinano.
Denim che non scolorisce dove lo pieghi. Cuoio che prende il colore delle tue mani. Filo di cotone che si vede, perché nascondere la cucitura significa nascondere il lavoro.
Dopo un anno il cappello non è più come l'hai comprato. È meglio!
Le imperfezioni
sono la firma.
Non sappiamo che età hai. Sappiamo che hai smesso di comprare per farti guardare.
Chi porta un Pitt Conrad di solito lo porta finché non si consuma, poi ne prende un altro. Non ci interessa vestire tutti. Ci interessa che chi lo compra lo tenga.